Villanterio. Teva conferma la disponibilità a trovare strade alternative al licenziamento collettivo. È quanto è emerso dall’incontro di ieri tra delegati dell’azienda farmaceutica e rappresentanti delle sigle sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec, contrari al taglio di 93 dipendenti in quattro sedi e alla chiusura del sito produttivo Tapi di Villanterio. Secondo Giovanna Currò, segretaria generale della Filctem Cgil di Pavia, «il gruppo sta facendo passi in avanti verso soluzioni diverse dal licenziamento: se in un primo momento si era dimostrato abbarbicato sulle proprie posizioni, nelle ultime settimane ha adottato un approccio differente». L’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy dell’8 luglio ne è stato la dimostrazione: in quell’occasione Teva ha dichiarato la disponibilità a ricercare un acquirente per il sito di Villanterio, posticipando la chiusura da luglio a dicembre 2027. Oltre a ciò, ha garantito un allungamento della produzione dell’impianto garantito fino a marzo del prossimo anno. Inoltre, tra marzo e dicembre, i dipendenti potranno beneficiare di cassa integrazione e ammortizzatori sociali. «Su questo punto – spiega Rosario Mascarello, rappresentante di Femca Cisl – cercheremo di chiedere all’azienda un maggiore sforzo per concedere i giusti incentivi ai lavoratori». Rimane il nodo della procedura di licenziamento, i cui termini dovrebbe scadere il 30 luglio. Dopo quella data l’azienda può procedere ai tagli annunciati a metà maggio. Martedì prossimo le parti si troveranno nuovamente a Roma per discuterne.