HomePaviaEconomiaTapi, concluso il primo pacchetto di sciopero: "Chiediamo il ritiro dei licenziamenti. Senza risposte andremo avanti"Lo stabilimento di Villanterio del gruppo Teva è a rischio chiusura. Il gruppo farmaceutico ha annunciato la decisione di licenziare il 20% del personale, 93 addetti, e chiudere il sito produttivo che occupa 32 personeI lavoratori in sciopero davanti ai cancelli della divisione Tapi di TevaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciVillanterio (Pavia), 10 giugno 2026 – Si è concluso oggi il primo pacchetto di tre giorni di sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici dello stabilimento Teva di Villanterio. Il gruppo farmaceutico ha annunciato la decisione di licenziare il 20% del personale, 93 addetti, e chiudere il sito produttivo di Villanterio che occupa 32 persone. Per questo, dopo l’astensione dal lavoro che lunedì ha interessato anche, oltre a Villanterio anche gli addetti occupati negli stabilimenti di Rho, Santhià e Caronno Pertusella, nel Pavese la protesta è proseguita. Oggi soltanto tre dipendenti sono entrati al lavoro, gli altri sono rimasti in presidio davanti ai cancelli.
"Stop ai licenziamenti”
“Chiediamo il ritiro dei licenziamenti – hanno fatto sapere le organizzazioni sindacali -, lo stop immediato alla procedura collettiva per i 32 dipendenti, l’utilizzo delle tutele conservative per bloccare l'emergenza occupazionale e il mantenimento dell'operatività del sito per favorire la reindustrializzazione”. L’auspicio è quello di trovare nuovi acquirenti per non disperdere il know-how del polo farmaceutico. Se questo non fosse possibile, si aprirebbero diversi problemi. “Trattando sostanze chimico-farmaceutiche complesse, uno stabilimento in ‘Direttiva Seveso’ come quello di Villanterio – hanno aggiunto i sindacati - richiede manutenzione costante e controlli rigorosi. L'abbandono o la dismissione degli impianti rende quasi impossibile una futura vendita, trasformando una risorsa in un relitto industriale. E un sito chimico fermo senza costante monitoraggio rappresenta una potenziale minaccia ecologica per l'intero territorio circostante”.








