Gli sviluppi della vertenza del colosso dei farmaci, produzione garantita nel Pavese fino al 2026. A Rho e Caronno , dove erano stati annunciati 92 licenziamenti, l’uscita basata su volontarietà e prepensionamento.Passo indietro sulla chiusura immediata dello stabilimento di Villanterio (Pavia): il Gruppo Teva garantirà la produzione fino a dicembre 2026, con l’impegno a utilizzare gli ammortizzatori sociali nel 2027 per l’accompagnamento alla cessione a terzi della divisione Tapi. Negli stabilimenti di Rho e Caronno, dove erano stati annunciati 92 licenziamenti, sarà avviato un percorso di uscita basato sulle volontarietà e sul prepensionamento. Sono gli sviluppi positivi della vertenza del colosso israeliano dei farmaci generici, emerse ieri mattina nel corso dell’audizione in Commissione Attività Produttive di Regione Lombardia. Convocata in seguito alla richiesta presentata dalla consigliera Paola Pizzighini (M5Stelle) al centro del confronto c’era il piano di ridimensionamento aziendale che minaccia il futuro produttivo e occupazionale del comparto chimico-farmaceutico lombardo.

"Sono soddisfatta per gli sviluppi positivi emersi oggi grazie probabilmente anche all’azione della Commissione e all’intervento nazionale, che hanno dato una spinta alle trattative portando buone notizie per l’occupazione e per Villanterio. Auspichiamo che si prosegua su questa strada di responsabilità sociale e, come Commissione, continueremo a monitorare con attenzione la situazione", ha dichiarato la consigliera Pizzighini. Anche il sindacato ha espresso soddisfazione per "il cambio di rotta aziendale che garantirà la produzione fino al 31 dicembre del sito pavese tramite ordini di terzi e per gli ammortizzatori sociali che saranno adottati dall’azienda, chiedendo alle istituzioni il massimo supporto al tavolo del Mimit dell’8 luglio per concretizzare la vendita del sito e salvare i posti di lavoro". In rappresentanza degli enti locali, hanno partecipato all’audizione i sindaci del Comune di Rho, Villanterio e la Provincia di Varese per richiamare il valore sociale ed economico delle attività coinvolte. Gli Enti hanno sollecitato l’azienda "alla responsabilità sociale d’impresa per tutelare le famiglie e l’indotto dei territori coinvolti" e si sono dichiarati "pronti a mettere in campo ogni strumento e supporto istituzionale necessario per affrontare la crisi e salvaguardare il patrimonio di competenze professionali". Mercoledì 8 luglio la vertenza si sposterà a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’incontro nazionale. "Continueremo a vigilare con la massima fermezza e seguiremo passo dopo passo il tavolo ministeriale. La multinazionale deve dimostrare reale responsabilità sociale", conclude la consigliera Pizzighini.