HomeMilanoEconomiaRho, sciopero alla Teva contro il licenziamento collettivoIl colosso israeliano che produce farmaci generici ha annunciato 93 licenziamenti e la chiusura di Villanterio. Il giorno della protesta con astensione dal lavoro e presidio allo stabilimento di via Terrazzano dove si temono 36 tagliIl presidio davanti alla Teva di Rho contro i licenziamentiRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciSciopero di otto ore e presidio davanti ai cancelli alla Teva di Rho per protestare contro gli esuberi annunciati dal colosso israeliano dei farmaci generici: 93 licenziamenti in tutti i siti e la chiusura definitiva dello stabilimento di Villanterio, in provincia di Pavia. I primi ad incrociare le braccia sono stati i lavoratori del turno che inizia alle sei dei mattino, poi si sono aggiunti tutti gli altri.

Nello stabilimento di via Terrazzano che occupa 220 dipendenti, Teva ha annunciato 36 licenziamenti. Poco distante a Caronno Pertusella (Va) gli esuberi sono 4 mentre a Santhià (Vc) 21 esuberi. Carmelo Razzano, sindacalista di FILCTEM CGIL ai cancelli dello stabilmento di via Terrazzano

Cosa dicono i sindacati

"Un vero e proprio disastro sociale ed occupazionale", commentano le segreterie nazionali e territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, insieme alle Rsu di tutti i siti. Oltre ad esprimere una ferma e totale contrarietà al piano, i sindacati non condividono le ragioni, "siamo di fronte a una crisi della divisione principi attivi (Tapi) apparentemente costruita e voluta da Teva con lo scopo di ridurre i costi strutturali per rendere la divisione più appetibile e vantaggiosa in vista di una cessione a possibili acquirenti - denunciano - La molecola prodotta a Villanterio, infatti, continuerà a rimanere nel portafogli di Teva che la produrrà in altri siti fuori dall’Italia e/o l’acquisterà da produttori terzi. Anche i dati di bilancio parlano chiaro: il Gruppo Teva gode di ottima salute finanziaria. Nel 2025 ha registrato un incremento di fatturato del +4% rispetto al 2024, e il primo trimestre del 2026 ha confermato questo trend estremamente solido. Nonostante il difficile contesto geopolitico il settore della produzione dei principi attivi risulta in crescita offrendo spazi di mercato. Anziché cogliere le opportunità di mercato opera una cinica scelta guidata da mere ragioni di cassa per massimizzare i profitti".