Villanterio. Boccata d’ossigeno per i dipendenti Teva. L'attività produttiva proseguirà per i prossimi sei mesi, con l'obiettivo di favorire un percorso di reindustrializzazione attraverso la cessione del sito a un nuovo soggetto industriale. Ieri si è infatti tenuto l’incontro con la direzione aziendale in merito alla procedura di licenziamento collettivo avviata lo scorso 15 maggio e che prevedeva appunto la chiusura dello stabilimento di Villanterio. «L’azienda – scrivono le Segreterie Nazionali Filctem-Femca-Uiltec - ha accolto integralmente la richiesta del sindacato di salvare il sito e i 32 lavoratori e lavoratrici attraverso la vendita a terzi. L'attività resterà garantita per i prossimi 12 mesi. O meglio, Teva ha già ottenuto nuovi ordini che coprono la produzione fino a dicembre 2026, con trattative in corso per possibili ulteriori commesse. Per gestire la transizione e mantenere attivo lo stabilimento, si ricorrerà da gennaio 2027, se non giungeranno nuove commesse, alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per 12 mesi». «Il risultato ottenuto - dice Fabio Catalano, segretario generale della Cgil Pavia -dimostra che quando lavoratrici e lavoratori restano uniti e il sindacato porta avanti con determinazione la vertenza, è possibile modificare decisioni che sembravano già scritte. A Villanterio è stata evitata una chiusura che avrebbe avuto conseguenze pesanti sul piano occupazionale e produttivo». Soddisfazione da parte della Filctem Cgil Pavia. «La partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori agli scioperi e ai presidi è stata decisiva per ottenere questo risultato - sottolinea Giovanna Currò, segretaria generale della categoria - Il nostro obiettivo resta quello di salvaguardare ogni singolo posto di lavoro».