Spuntano nuovi dettagli sul ruolo della Regione Puglia nell’affaire Four Seasons, il mega resort che la società israeliana Omnam vuole realizzare sulla costa ostunese. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega per il Sud, Luigi Sbarra, nel ribadire che al momento non è stata rilasciata alcuna autorizzazione Zes in quanto si attende la Via, aggiunge che «la decisione sulla compatibilità ambientale dell’intervento spetta esclusivamente alla Regione Puglia (l’iter è incardinato nel Paur, ndr) che, va ricordato, ha anche dato la disponibilità al cofinanziamento del progetto». Nello specifico, dagli atti a disposizione del Dipartimento Sud emerge la disponibilità (data nel 2021) della Regione Puglia al cofinanziamento del progetto una volta autorizzato, e ciò nell’ambito di una richiesta di Contratto di sviluppo per attività turistiche avanzata dalla Merletto s.r.l. (la società veicolo di Omnam) a Invitalia.
D’altronde, in fase di conferenza di servizi la Regione ha espresso parere favorevole, a differenza della Soprintendenza. Tanto che la Merletto srl fece notare come il parere positivo all’investimento rilasciato dalla Regione, peraltro senza alcuna prescrizione, fosse «estremamente più circostanziato e puntuale rispetto a ciascuno dei contributi che la Soprintendenza ha inteso rendere per affermare la propria contrarietà all’intervento». Rispetto alla presunta incompatibilità del resort con il Pptr, la Regione nel giugno 2025 confermò il proprio parere favorevole motivandolo così: «Considerato lo stato attuale dei luoghi, si ritiene che gli interventi progettati, adeguati alle prescrizioni, non comportino pregiudizio - scriveva la sezione Tutela del paesaggio della Regione - alla conservazione dei valori paesaggistici dei luoghi e non contrastino con le previsioni delle Nta del Pptr e con quanto previsto dalla sezione C2 della scheda d’ambito della Murgia dei Trulli nei relativi obiettivi di qualità paesaggistica e territoriale e nella normativa d’uso». Ciò non bastò a dissuadere la Provincia (che aveva in mano il pallino della conferenza di servizi) dal proposito di emanare il provvedimento di assoggettamento del progetto a Via a causa della «mancata acquisizione di atti e documentazioni richiesti, e più volte sollecitati, nella fase istruttoria», quali il parere dell’Autorità di Bacino sull'adeguamento del progetto in relazione alle prescrizioni formulate riguardo alla pericolosità idraulica dell’area d’interesse e l’autorizzazione paesaggistica ex art. 146 del D.Lgs. 42/2004. Inoltre, «lo Studio preliminare ambientale presentato non analizza tutti gli aspetti - rilevava la Provincia - quali il cumulo con altri progetti esistenti e approvati, la capacità di carico dell’area costiera, l’approvvigionamento idrico per i fabbisogni necessari aggiuntivi al soddisfacimento del consumo umano».











