Il progetto è stato annunciato nel 2021 dalla catena Four Seasons, di cui l'imprenditore è socio di maggiorenza. Si chiede al governo la revoca dell'autorizzazione per costruire il complesso nella zona di Ostuni
Una località balneare esclusiva, 150 camere e suite pronte ad accogliere gli ospiti che cercano una vacanza lontano dal caos ma vicino al mare cristallino e a siti di valore storico e culturale. Poi ristoranti, bar, piscine, beach club, spazi eventi e spa. Sulla carta è un progetto che non può che essere un successo. E infatti sembra tutto pronto per iniziare i lavori del nuovo resort della catena Four Seasons in Puglia, nei dintorni di Ostuni. Peccato che la sua costruzione rappresenta per gli abitanti un pericolo per l'ambiente e per la preservazionea archeologica e naturalistica dell'area su cui dovrebbe sorgere. La battaglia degli ambientalisti è diventata così rumorosa da finire sulla rivista The Times. Anche perché il soprannome di questo nuovo complesso turistico di lusso gli sta dando una notorietà a livello internazionale: è noto anche come «Bill Gates Resort».
Il terreno di 9 ettari è stato acquistato alla fine del 2020 per creare un resort di lusso. Bill Gates è socio di maggiorenza di Four Seasons, che lavora con la società israeliana Omnam Investment Group. Nel 2021 l'annuncio del progetto, che ha subito scatenato un'ondata di critiche guidate dagli ambientalisti, ma supportata anche dai pareri negativi di Regione e Soprintendenza. L'Assessorato ai beni culturali e al paesaggio aveva parlato del rischio di una «alterazione irreversibile» del paesaggio. La soluzione che ha permesso al progetto di continuare è stata quella di rendere l'area una Zona Economica Speciale, procedimento per creare in modo più agile nuove aree industriali. Varie associazioni, tra cui il Libero comitato per la salvaguardia dell’habitat costiero di Ostuni, hanno presentato ricorso al Tar. «É inaccettabile che una multinazionale venga in questo Paese e faccia ciò che vuole distruggendo la nostra natura», ha dichiarato Angelo Bonelli, leader di Europa Verde, in una interrogazione parlamentare dove si chiedeva la revoca dell'autorizzazione. Dal governo arriva la precisazione che nessuna decisione definitiva è stata ancora presa. Le proteste, nella zona di Ostuni, continuano. Lo slogan è: «Giù le mani dalla costa». Ma le preoccupazioni sono tante, dall'inquinamento luminoso ai pericoli per la fauna e la flora dell'area, fino al consumo idrico. «La realizzazione di questo progetto determinerebbe una modifica irreversibile del carattere morfologico e funzionale del sistema rurale costiero dell’agro di Ostuni, con una grave compromissione del contesto paesaggistico e ambientale della costa», continua Bonelli.








