Allo scadere dei termini previsti per la presentazione delle osservazioni al Provvedimento autorizzatorio unico regionale, il Libero comitato per la salvaguardia dell’habitat costiero di Ostuni ha depositato in Regione proprie osservazioni nell’ambito del procedimento di Valutazione d’impatto ambientale sul progetto della società Merletto per la realizzazione del resort Four Seasons in contrada Mogale. È un nuovo tassello di una vicenda che ormai ha superato i confini locali. Il dibattito verte sulla possibilità che il Governo possa riesaminare l’autorizzazione Zes, come accaduto di recente per il progetto di Cala Finanza, in Sardegna. Il nuovo procedimento sul quale è intervenuto il Libero comitato per la salvaguardia dell’habitat costiero di Ostuni è determinante per l’iter autorizzativo. L’autorizzazione unica Zes ottenuta dalla Merletto srl è infatti subordinata all’esito favorevole della Via, che viene svolta proprio nell’ambito del Paur. «L’intento della procedura - spiega l’avvocato Alfieri Zullino, componente del Libero comitato - è quello di utilizzare i pareri positivi già ottenuti nell’ambito della procedura Zes per favorire il rilascio della Via, ma ci sono tante questioni che confidiamo possano essere prese in considerazione dagli enti coinvolti». Nelle 27 pagine depositate in Regione, il comitato solleva una serie di rilievi tecnici chiedendo che vengano attentamente valutati. Tra le principali osservazioni c’è la presunta «incompletezza dello studio di impatto ambientale», che secondo il comitato sarebbe «privo dell’analisi delle alternative progettuali, del piano di monitoraggio ambientale, di alcuni approfondimenti sulla fauna, dello studio sull’inquinamento luminoso, del bilancio idrico completo e della valutazione degli effetti cumulativi con altri interventi presenti nell’area». Il documento richiama inoltre la vicinanza del progetto al Sito di interesse comunitario «Torre Guaceto e Macchia San Giovanni». Tra gli altri aspetti evidenziati figurano le modalità di calcolo del consumo di suolo, l’assenza nella documentazione pubblicata del precedente parere negativo espresso dalla Soprintendenza in sede di Vas e alcune presunte incongruenze riguardanti il fabbisogno idrico e i costi dell’intervento. «È un procedimento che dovrebbe durare tra i 170 e i 220 giorni - conclude Zullino - e concludersi tra novembre e dicembre 2026».