Dopo che il Libero Comitato per la salvaguardia della Costa di Ostuni, Legambiente e Geos Ostuni avevano presentato ricorso al Tar, sostenendo che il governo avesse avallato la costruzione del resort attraverso la Zona unica speciale (Zes), è arrivata la risposta del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per il Sud, Luigi Sbarra. Il quale ha spiegato che "non esiste alcuna autorizzazione Zes alla costruzione di un resort: la struttura di missione, con il parere favorevole degli enti territoriali competenti, ha autorizzato soltanto la richiesta di modifica al Piano di lottizzazione del Comune di Ostuni, condizionando la stessa all'acquisizione della valutazione di impatto ambientale”. Quanto alla costruzione della struttura, Sbarra ha aggiunto che "è necessaria un'ulteriore autorizzazione, al momento non esistente. Il Dipartimento Sud, infatti, ha sospeso il procedimento autorizzativo in attesa della valutazione di impatto ambientale, di competenza regionale. La decisione sulla compatibilità ambientale dell'intervento, pertanto, spetta esclusivamente alla Regione Puglia che, va ricordato, ha anche dato la disponibilità al cofinanziamento del progetto”. Secondo quanto riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, l'esecutivo avrebbe comunicato di non essere nella posizione di imporre il progetto, sulla falsariga del defusing politico avvenuto con Tavolara Bay, in Sardegna. Nel brindisino, comunque, le proteste non accennano a placarsi: quella in programma sabato 18 luglio, davanti alla sede del Consorzio, mescola le ragioni ambientaliste con quelle dei comitati a sostegno della Palestina, che leggono la presenza del gruppo Omnam sul territorio come una forma di "coinvolgimento indiretto nel conflitto a Gaza". Al sit-in parteciperà anche Tony La Piccirella, che ha avuto un ruolo nelle spedizioni della Global Sumud Flotilla. Il Comitato "contro il genocidio del popolo palestinese, contro il riarmo, per la pace" parla di "ecomostro" e di "complicità internazionale", sostenendo che "la partecipazione di investitori israeliani al finanziamento di questo resort solleva una grave questione etica legata al coinvolgimento indiretto nel contesto del conflitto in Palestina". Tra le argomentazioni ambientali, il comitato cita anche la morte di Oronzo Epifani, avvenuta il 2 ottobre 2025 durante una bomba d'acqua, come esempio delle conseguenze del dissesto idrogeologico che una nuova cementificazione rischierebbe di aggravare.La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto aveva avvertito, già a dicembre 2024, che il progetto avrebbe determinato "un'alterazione irreversibile" del carattere paesistico e faunistico dell'area, con rischi documentati per i sistemi dunali, per i mosaici rurali di interesse paesaggistico e per l'Oasi faunistica Villanova-Punta Penna Grossa su cui la struttura ricadrebbe in parte. Osservazioni ribadite più volte fino a luglio 2025.Prima delle dichiarazioni di Sbarra in merito alla vicenda, il leader di Alleanza verdi sinistra Angelo Bonelli aveva annunciato un'interrogazione parlamentare: "La destra consegna pezzi di costa italiana a investitori stranieri. Siamo di fronte all'ennesimo caso in cui la Zes viene trasformata in una scorciatoia per aggirare i vincoli previsti dalle leggi ordinarie, in un'area che ricade peraltro in una zona di protezione faunistica”. Il resort di lusso, secondo chi lo promuove, genererebbe ricadute economiche significative sul territorio e offrirebbe un'ospitalità coerente con "le vere tradizioni della regione". Il Tar, adesso, dovrà stabilire se quella tradizione comprenda anche questo.
Proteste per il progetto del resort extralusso di Bill Gates e del gruppo israeliano Omnam sulla costa di Ostuni. La posizione del governo: "Non esiste l'ultima autorizzazione, tocca alla Regione"
Il progetto, finanziato anche da un fondo riconducibile al fondatore di Microsoft, secondo il Times "distruggerà la natura". Bonelli (Avs), intanto, ha annuncia














