14 agosto 2018: gli italiani sono nel pieno delle loro ferie estive quando da Genova arriva la notizia di una tragedia che rimarrà nella storia dell'Italia repubblicana. Il ponte Morandi, un viadotto autostradale di importanza vitale per il sistema autostradale ligure, collassa, provocando la morte di 43 persone, decine di ferite e disagi senza pari per l'agglomerato urbano sottostante e l'intero capoluogo ligure, colpito al cuore da una tragedia sorprendente solo fino a un certo punto: per anni, se non decenni, gli allarmi sull'ammaloramento dell'infrastruttura rimangono inascoltati.
A poco meno di otto anni di distanza dal crollo del ponte, è arrivata la sentenza di primo grado nel processo sulle responsabilità del crollo. Il dibattimento, iniziato circa quattro fa, ha portato alla sbarra 57 persone (in realtà 59, ma due sono decedute durante il dibattimento), imputate a vario titolo di reati come disastro colposo e omicidio colposo plurimo (in totale i capi di imputazione erano ben 112, riassunti in un decreto di 1.479 pagine). Nel complesso le condanne colpiscono 31 persone, per poco meno di 180 anni di reclusione, circa la metà delle richieste della procura, mentre sono state assolti 26 altri imputati.










