L'ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia Giovanni Castellucci è stato condannato a 12 anni di reclusione per il crollo del ponte Morandi. I reati contestati sono crollo colposo e omicidio stradale. È la sentenza di primo grado pronunciata nel pomeriggio dai giudici del Tribunale di Genova, a quasi otto anni dalla tragedia del 14 agosto 2018, quando il cedimento del viadotto sul Polcevera costò la vita a 43 persone. Per Castellucci, al vertice di Aspi dal 2005 al 2019, la procura aveva chiesto 18 anni e sei mesi, la pena più alta tra quelle sollecitate. Condannato a cinque anni anche Mauro Coletta, ex direttore della vigilanza sulle concessioni autostradali del ministero delle Infrastrutture, per il quale l'accusa aveva chiesto dieci anni. A Palazzo di Giustizia c'era anche la sindaca di Genova Silvia Salis.Il verdetto, letto dal collegio presieduto da Paolo Lepri nell'aula magna del palazzo di giustizia, su uno dei processi più imponenti mai celebrati in Italia: 284 udienze dal luglio 2022, 57 imputati tra ex vertici e tecnici di Aspi, della controllata Spea e del ministero, 112 capi di imputazione che vanno dall'omicidio colposo plurimo al crollo, dal falso all'attentato alla sicurezza dei trasporti. Complessivamente i pm Walter Cotugno e Marco Airoldi avevano chiesto quasi 400 anni di carcere. I familiari delle vittime negli anni hanno ricevuto risarcimenti civili da Aspi per circa 60 milioni di euro.Alla vigilia della sentenza era arrivata, con una lettera aperta, la richiesta di scuse dell'attuale amministratore delegato di Aspi Arrigo Giana, che ha voluto compiere il gesto mai fatto dai vertici dell'epoca, prendendo le distanze dalla vecchia dirigenza. Parole accolte con freddezza dai familiari delle vittime, che le hanno giudicate tardive.