A otto anni dai fatti, il tribunale di Genova si appresta a emettere la sentenza di primo grado per il crollo del Ponte Morandi. Per le 43 vittime del crollo, la Procura di Genova ha incriminato 59 imputati (due sono deceduti durante il dibattimento), assistiti da 67 avvocati. Sotto accusa c’è quella che per anni è stata la linea di comando della concessionaria Autostrade per l’Italia (Aspi, che oggi ha cambiato proprietà e management), fra cui l’ex amministratore delegato Giovanni Castellucci; tecnici di Spea, società incaricata delle manutenzioni, controllata a sua volta dalla stessa Aspi; dirigenti del Ministero delle Infrastrutture, ai quali è contestata l’accusa di non aver vigilato. Secondo l’accusa il ponte sarebbe crollato per la rottura di uno degli stralli, i tiranti diagonali che reggevano la struttura, causata dalla corrosione. Il nocciolo delle contestazioni riguarda le mancate manutenzioni dell’infrastruttura, figlie di politiche societarie orientate al profitto. Un’accusa a cui gli avvocati degli imputati oppongono la teoria di un vizio occulto dell’opera, una tara non conosciuta e impossibile da prevedere. La sentenza è attesa nel pomeriggio di oggi. A seguire, alle 18, è stata convocata una conferenza stampa dei familiari delle vittime.
Ponte Morandi, attesa per la sentenza sui 43 morti di Genova
A otto anni dai fatti, il tribunale di Genova si appresta a emettere la sentenza di primo grado per il crollo del Ponte Morandi. Per le 43 vittime del crollo...










