Dopo otto anni dal crollo del ponte Morandi domani 16 luglio ci sarà la sentenza di primo grado nel processo che ha visto sul banco degli imputati 57 persone accusate, a vario titolo, di omicidio colposo plurimo, omicidio stradale e crollo doloso. La pena più pesante è stata chiesta per Giovanni Castellucci, ovvero l’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia (Aspi).

Il crollo del ponte Morandi il 14 agosto del 2018

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Era il 14 agosto del 2018. Quel giorno ce lo ricordiamo tutti. Le immagini del ponte Morandi di Genova che crolla, delle auto precipitate e delle urla di chi per primo ha provato a soccorrere le vittime non ce le dimenticheremo mai. I morti sono 43, gli sfollati sono oltre 500. Oggi quel ponte è stato ricostruito e si chiama San Giorgio. Dopo otto anni, domani 16 luglio, ci sarà la sentenza di primo grado nel processo che ha visto sul banco degli imputati 57 persone accusate, a vario titolo, di omicidio colposo plurimo, omicidio stradale e crollo doloso. Per la Procura di Genova ognuno di loro ha un pezzo di responsabilità sul crollo perché, per l'accusa, si sapeva che il ponte aveva problemi e quindi richiedeva manutenzione. Eppure i lavori di messa in sicurezza sono sempre stati rimandati. I magistrati Walter Cotugno e Marco Airoldi durante la requisitoria dello scorso autunno avevano chiesto quasi 400 anni di carcere.