Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiNo alla Zona economica speciale Nord proposta dalla Lega, sì invece alla semplificazione, alla creazione della zona logistica speciale e all’istituzione di aree di accelerazione industriale nelle regioni del Nord. Questi i tre interventi su cui il governo intende concentrarsi per sostenere l’imprenditoria settentrionale rispettando contemporaneamente le regole europee, anche perché non si può estendere la Zona economica speciale unica del Mezzogiorno (Zes) ad altre aree «dato che il suo obiettivo è ridurre i divari interni ed è per questo che è finanziata in gran parte con i fondi di coesione». Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, mercoledì 15 luglio, rispondendo ad un’interrogazione a risposta immediata alla Camera dei deputati.
I tre pilastri
Il primo pilastro che si vorrebbe mettere in campo è la possibilità di realizzare una Zona logistica speciale (Zls) per il Centro-nord con l’obiettivo di estendere a tutte le aree interessate le semplificazioni autorizzative già presenti nelle attuali zone logistiche speciali che includono tutti i territori nei quali sono presenti porti, aree retroportuali, piattaforme logistiche e interporti. Inoltre «ove le risorse economiche lo consentano», aggiunge Urso, si potrebbe pensare «di prevedere incentivi dedicati alle imprese, nei limiti ovviamente delle regole europee».











