La politica industriale torna al centro del dibattito dei territori. Le Regioni hanno predisposto un documento per una posizione condivisa - che la Stampa può anticipare - per chiedere al governo di istituire aree o zone di accelerazione industriale al Nord. Tra gli obiettivi prioritari ridurre la burocrazia attraverso l’aumento delle semplificazioni, favorire i nuovi investimenti e le agevolazioni fiscali. Il piano dei Governatori, articolato in più punti, sarà sul tavolo del governo nelle prossime settimane. A fare da apripista al piano delle Regioni da sottoporre al governo è la proposta europea di creare “zone di accelerazione industriale” nei settori strategici. Un piano che punta a facilitare gli investimenti in alcune aree dedicate, con iter semplificati e meno burocrazia, per rafforzare capacità produttiva e manifatturiero. «Siamo d’accordo a istituire aree o zone di accelerazione industriale per favorire nuovi investimenti e sostenere le produzioni nei settori strategici ma serve una governance condivisa» spiega Giacomo Bugaro, a capo della commissione Sviluppo economico della Conferenza delle Regioni nonché assessore nelle Marche. Piattaforma in linea con le esigenze locali I governatori vogliono articolare una piattaforma in linea con le esigenze locali. «Nelle prossime settimane, presenteremo i nostri punti al governo e al Ministero delle Imprese perché Piemonte, Lombardia non sono uguali a Calabria e Sicilia» argomenta ancora Bugaro. «E se prendiamo un asset cruciale, come l’automotive, io nelle Marche sono fortissimo negli accessori pur non avendo le fabbriche di auto. Occorre, dunque, declinare in modo diverso».Oltre agli strumenti per la semplificazione delle autorizzazioni, la Conferenza delle Regioni nel documento chiede di valorizzare le aree industriali, avere un ruolo nell’aerospazio e nei materiali avanzati.