Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiNella relazione annuale, il presidente dell’Agcom, Giacomo Lasorella, ha passato in rassegna la situazione del settore nel 2025 e gli interventi dell’autorità. Ecco i punti principali per i media:
I consiglieri Agcom durante l'incontro per la relazione annuale alla Camera
Il settore dei media registra una lieve flessione nel 2025 (-0,6%), con ricavi di poco superiori ai 12 miliardi di euro. La televisione rimane il mezzo principale (74,1% delle risorse), dominata dalla Rai, Comcast/Sky e Fininvest/Mediaset (67% del mercato), ma le piattaforme globali (Netflix, Dazn, Amazon, Disney+) crescono fortemente, raggiungendo il 23,3% delle risorse totali.
La pubblicità digitale ha raggiunto i 7 miliardi di euro (+12,2%), ampliando il divario rispetto alla raccolta sui mezzi tradizionali. Alphabet/Google si conferma al secondo posto nel Sistema integrato delle comunicazioni (si veda ItaliaOggi del 19/12/2025) subito dopo la Rai, seguita da Meta al quinto posto.
L’editoria tradizionale mostra segni negativi: il settore dei quotidiani vede le vendite cartacee scendere a 1,2 milioni di unità giornaliere (-9,3%), «quasi un decimo di quanto si vendeva all’inizio del secolo». I ricavi delle aziende editoriali sono in netta flessione (-7,9%), «rendendo i fondi pubblici un sostegno vitale che ormai pesa per quasi il 10% del totale del comparto». Secondo Lasorella bisogna aggiornare la misurazione delle posizioni dominanti nell'editoria che oggi non considera l'online, ma solo le tirature cartacee. Nel 2025 si sono verificati importanti passaggi di proprietà (Lmdv Capital nel Giornale, Gedi ad Antenna Group, Stampa a Sae). I principali gruppi restano al di sotto dei limiti anti-concentrativi, ma serve una revisione.












