Come si informano gli italiani? C’è un filo che attraversa tutto il 2025 raccontato dall’Osservatorio sulle comunicazioni dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom): il progressivo spostamento del baricentro dei media dell'informazione verso il digitale. Non si tratta più solo di una trasformazione in corso, ma di un equilibrio che si è ormai stabilizzato. La televisione perde terreno e la stampa si restringe, mentre piattaforme online, streaming e servizi digitali consolidano la loro centralità nella vita quotidiana degli italiani.Il quadro complessivo non è quello di una semplice sostituzione tra vecchi e nuovi media, ma di una convivenza sempre più sbilanciata, in cui i formati tradizionali faticano a mantenere pubblico e rilevanza, mentre l’ecosistema digitale amplia sia il tempo di utilizzo sia la varietà di servizi fruiti.Connessioni più veloci e una rete sempre più centraleAlla base di questo cambiamento c’è un’infrastruttura che continua a evolversi. La rete fissa resta stabile in termini di linee attive, attorno ai 20,5 milioni, ma cambia profondamente nella sua composizione. Le connessioni in fibra ottica Ftth crescono ancora e arrivano a rappresentare oltre un terzo del totale, mentre le vecchie linee in rame continuano a ridursi in modo costante.Aumenta anche la qualità complessiva della connessione: la larga maggioranza delle linee supera ormai i 100 Mbps e cresce in modo significativo la quota di quelle ultraveloci oltre 1 Gbps. È un’evoluzione che si riflette direttamente sui comportamenti degli utenti, con un consumo medio di dati sempre più elevato, che supera ormai i 10 GB al giorno per linea.Anche il mobile conferma la centralità della connettività. Le Sim attive sono oltre 110 milioni e il traffico dati continua a crescere a ritmi sostenuti, segno di un utilizzo sempre più intenso e continuativo della rete.Quotidiani e informazione: una trasformazione ormai strutturaleIl settore dell’editoria quotidiana continua a rappresentare uno dei punti più critici del sistema dei media italiani. Nel 2025 le copie complessivamente vendute sono scese a circa 430 milioni, pari a circa 1,6 milioni di copie al giorno, con una flessione dell’8,1% rispetto al 2024 e un calo che supera il 30% rispetto al 2021. Una dinamica ormai strutturale, che conferma la progressiva perdita di centralità della stampa nel panorama informativo.Il calo non riguarda in modo uniforme tutti i segmenti del mercato. I quotidiani locali risultano più esposti alla contrazione rispetto alle testate nazionali. Anche la distinzione tra carta e digitale evidenzia un arretramento diffuso: le copie cartacee scendono a 363 milioni, in calo del 9,1% rispetto al 2024 e di oltre un terzo rispetto al 2021, mentre anche le copie digitali, pur più stabili, segnano una flessione del 2% nell’ultimo anno.I siti di news generaliste raggiungono circa 38 milioni di utenti unici, ma registrano una lieve contrazione sia nella platea sia nel tempo speso sulle piattaforme. La Repubblica, il Corriere della Sera e TgCom24 restano i principali punti di accesso all’informazione digitale, in un mercato però sempre più concentrato su poche grandi testate.In questo scenario, l’intero ecosistema informativo si sta ridefinendo: da un lato la stampa tradizionale continua a perdere rilevanza, dall’altro il digitale si consolida ma senza più i tassi di crescita esplosiva degli anni precedenti.La televisione perde pubblico ma resta centrale nell’informazioneAnche la televisione conferma il proprio ridimensionamento progressivo. Nel 2025 gli ascolti sono diminuiti sia nel prime time sia nell’intera giornata, con un calo che, rispetto al 2024, si attesta rispettivamente al 2,5% e al 2,8%. Se lo sguardo si allarga agli ultimi anni, la riduzione diventa più evidente, con milioni di spettatori in meno rispetto al periodo pre-pandemico.Nonostante questo, la televisione mantiene ancora un ruolo. Il telegiornale più seguito resta il Tg1 delle 13:30, che supera i 3,1 milioni di spettatori.Accanto a questa stabilità, il panorama dei telegiornali mostra un andamento molto differenziato. Tra le testate in crescita si distinguono il TgLa7, il Tg4 e Studio Aperto, tutti in aumento rispetto al 2024. In calo invece si collocano il Tg5, il TgR e il Tg2, che registrano una perdita di pubblico più o meno marcata. Nel complesso emerge quindi una frammentazione crescente dell’audience informativa, con spostamenti interni più che crescita complessiva.Piattaforme digitali e streaming: il nuovo centro dell’attenzioneÈ però nel digitale che si concentra la parte più dinamica del sistema. Quasi 44 milioni di italiani hanno navigato su internet solo a dicembre 2025 con una media oltre 69 ore al mese online. I social network coinvolgono una platea di circa 39 milioni di utenti e continuano a rappresentare uno dei principali spazi di intrattenimento e informazione.Le piattaforme del gruppo Meta – Facebook e Instagram – restano dominanti, ma crescono anche realtà come TikTok, LinkedIn e Reddit, mentre altre piattaforme mostrano segnali di rallentamento. Parallelamente, lo streaming video consolida il proprio ruolo: i servizi a pagamento raggiungono quasi 16 milioni di utenti e registrano una crescita significativa del tempo di visione, che aumenta di oltre il 20% in un anno.I servizi più utilizzati restano quelli di Netflix, Amazon Prime Video e Disney+, ma il mercato è sempre più articolato e include anche piattaforme come Dazn e Sky (Now), che mantengono una presenza rilevante nel consumo di contenuti sportivi e on demand.Un ecosistema che cambia equilibrioNel complesso, il 2025 conferma un cambiamento ormai strutturale riguardo come si informano gli italiani. Non si tratta più soltanto della crescita del digitale, ma di una progressiva ridefinizione del sistema dei media nel suo insieme. La televisione e la stampa continuano a perdere terreno, mentre piattaforme online, streaming e servizi digitali diventano il punto di riferimento principale per informazione, intrattenimento e consumo culturale.Il risultato è un ecosistema sempre più connesso, ma anche più frammentato, in cui l’attenzione degli utenti si distribuisce su una molteplicità di piattaforme e servizi, ridisegnando profondamente il rapporto tra pubblico e media.
Come e dove si informano davvero gli italiani oggi? Questa è la risposta di Agcom tra digitale, giornali, tv
La televisione perde pubblico, i quotidiani continuano a ridursi e il digitale diventa sempre più centrale. I dati dell’Osservatorio sulle comunicazioni di dice come stanno cambiando le abitudini informative degli italiani








