<p>La sfida delle piattaforme online ai media tradizionali, il tonfo delle vendite dei quotidiani e 170 reclami ricevuti nel 2025 per presunte violazioni delle leggi europee sul mercato digitale.

Sono alcuni degli elementi presenti nella relazione annuale che l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha presentato ieri. «Siamo immersi in un percorso di innovazione che sta rivoluzionando non solo le comunicazioni, ma l'economia e la società», spiega il presidente dell'Agcom, Giacomo Lasorella.

Aggiungendo che per l'editoria è tempo di «aggiornare i parametri» con cui si calcola il peso delle testate, «ancora molto legati alle copie cartacee».

Anche alla luce dei passaggi di proprietà avvenuti nei mesi passati: Lmdv Capital ha comprato l'80% del gruppo QN e il 30% de Il Giornale, La Repubblica è passata al greco Antenna Group, mentre La Stampa è stata acquisita da Sae.</p><p>I ricavi dei mezzi di comunicazione tradizionali in Italia sono scesi dello 0,6% nel 2025, poco sopra i 12 miliardi, con una contrazione del 2,9% delle vendite pubblicitarie.

La televisione mantiene la leadership intercettando il 74,1% delle risorse e i primi tre operatori - Rai, Comcast e Fininvest - valgono ancora il 67% del mercato.