L’intervento del presidente Agcom Lasorella: valorizzare benefici tecnologia, ma intelligenza artificiale va governata. I dati: tv tradizionale ancora leader, crollano i quotidiani. Pubblicità online oltre 7 miliardi di euroParte da Papa Leone e dall’enciclica Magnifica Humanitas per affrontare il tema più urgente, l’intelligenza artificiale: «La questione decisiva è in quale direzione venga orientata». Ed è in «questo spazio» che si colloca «il ruolo di un regolatore indipendente». Nella sua relazione annuale al Parlamento, il presidente dell’Agcom - l’autorità garante delle comunicazioni- Giacomo Lasorella, sottolinea più volte il compito «umano» per governare l’intelligenza artificiale perché «il volto di chi la progetta e la utilizza resti riconoscibile, umano, responsabile».
«Tutela del pluralismo»È il nodo costante di tutto il suo intervento e lo ribadisce ricordando che ormai la fruizione digitale dell’informazione prevale rispetto a quella tradizionale e però più che una maggiore quantità di informazione è necessario «salvaguardare la qualità» e con l’ia anche il pluralismo informativo in rete, «premessa indispensabile per la tenuta della sfera pubblica e del confronto democratico». Diventa perciò necessaria «la tutela e libera corretta formazione dell’opinione del cittadino elettore in relazione alla trasparenza delle scelte algoritmiche e delle relative fonti di finanziamento». In questo quadro, il ruolo dell’Agcom, dice Lasorella, è «contribuire alla costruzione di un nuovo contratto sociale-digitale per la nuova era, capace di valorizzare i benefici della tecnologia, ma senza rinunciare a governare i rischi».









