Giacomo Lasorella, presidente Agcom, ha presentato oggi, 14 luglio, davanti alla Camera dei Deputati, la Relazione annuale 2026 dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Il filo conduttore emerge già nelle prime righe: la qualità dell’informazione nel contesto digitale, richiamata anche dalla sentenza n. 44 del 2025, e il rischio che le scelte algoritmiche (intelligenza artificiale) producano un consenso artificiale. Un rischio che il Presidente evoca citando Zagrebelsky e Parisi, e che inquadra come una minaccia diretta alla tenuta democratica, non come un problema tecnico da addetti ai lavori.Da qui parte una relazione che tiene insieme numeri di mercato, criticità normative europee e la richiesta di un ruolo più ampio per l’Autorità sull’intelligenza artificiale.Il valore complessivo delle comunicazioni elettroniche sale a 29,5 miliardi di euro, in aumento dai 28,2 miliardi del 2024. La copertura FTTH raggiunge il 77,6% delle famiglie italiane: il 50,2% nelle aree nere, il 14,2% nelle aree grigie, il 13,2% nelle aree bianche. Numeri che confermano un settore in espansione infrastrutturale, mentre il quadro regolatorio europeo resta instabile.Agcom richiama infatti i profili critici del Digital Networks Act segnalati anche a livello Ue, insieme all’aggiornamento del quadro regolamentare sull’accesso alla rete fissa. Con la delibera 58/26 l’Autorità ha qualificato FiberCop come operatore attivo esclusivamente all’ingrosso: una scelta che alleggerisce gli obblighi regolamentari sull’operatore, mantenendo però quelli di accesso e non discriminazione.Indice degli argomenti
La crisi dell'editoria e le sfide delle tlc nella relazione Agcom 2026 - Agenda Digitale
La Relazione annuale Agcom 2026 intreccia dati di mercato, spoofing telefonico, Digital Services Act, Piracy Shield, crisi dell’editoria e protezione dei contenuti giornalistici. Lasorella chiede strumenti più stabili per affrontare piattaforme transnazionali, IA generativa e nuove forme di potere algoritmico










