Christopher Nolan sa che prima o poi potrebbe cedere. È proprio per questo che da anni evita di comprare uno smartphone.
“Se ne possedessi uno, ne diventerei terribilmente dipendente”, ha raccontato il regista britannico-americano mentre presentava The Odyssey, la sua monumentale trasposizione del poema di Omero che debutta oggi nelle sale. La scelta è diventata più difficile da sostenere, ha ammesso, perché quasi ogni attività quotidiana richiede ormai un’applicazione o una connessione.
Nolan continua comunque a proteggere la propria attenzione con una disciplina che, nel mondo del cinema contemporaneo, appare eccentrica quanto uno dei suoi film.
Il regista ha spiegato che non usa personalmente l’e-mail, non frequenta i social network e lavora alle sceneggiature su un computer scollegato da internet.
Quando deve affidare un copione agli attori principali, preferisce consegnarlo in formato cartaceo. La riservatezza serve a impedire fughe di notizie, ma risponde anche a un’esigenza più profonda: creare uno spazio mentale nel quale un’idea possa crescere senza essere continuamente interrotta.













