Il dibattito
Carmelo Briguglio
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Ma, mimando Giorgio Gaber, alla fine le preferenze sono di destra o di sinistra? Man mano che si procede sull’asse politico da destra verso sinistra decresce il favore per una scelta diretta degli eletti da parte degli elettori. Il presidenzialismo amato dalla destra – e quindi odiato dalla sinistra – non è una “preferenza” unica? Attenzione: c’è una visione più profonda delle apparenze, una filosofia chiamatela se volete individualista, che ispira l’opzione di “farsi” con le proprie mani il deputato o senatore; non coincide col format mentale progressista. Le preferenze furono maledette dalla sinistra comunista pre Muro e pre Internet – la piccola destra missina vi era invece addestrata dalla nascita per formare e ricambiare la classe dirigente – quando erano dipinte come anelli di lunghissime catene di Sant’Antonio democristiane con 4 o 5 nomi legati tra loro da accordi sotto e sopra banco, da appartenenza e dominanza delle correnti del partito-Stato, spesso collegate ad affarismi di ogni specie, al controllo clientelare del territorio da parte dei ras, a relazioni pericolose tra politica e malaffare, persino tra istituzioni e criminalità comune e mafiosa.













