Via libera ai primi articoli della riforma, c'è anche il voto ai fuori sede. Maggioranza divisa sul no alla scelta dei candidati proposta da Futuro Nazionale. Oggi si chiude

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Le preferenze escono dalla porta della Camera e provano a rientrare da quella del Senato. All'indomani della bocciatura a sorpresa, con il voto segreto, dell'emendamento di Fratelli d'Italia affossato dai franchi tiratori, la maggioranza prova a lasciarsi alle spalle l'incidente parlamentare e a rilanciare la riforma della legge elettorale. L'obiettivo resta approvare lo Stabilicum senza riaprire formalmente il dossier, ma nelle fila del centrodestra prende corpo l'ipotesi di un nuovo tentativo a Palazzo Madama, dove il voto palese sugli emendamenti metterebbe al riparo da imboscate e agguati.È in questo clima che ieri l'Aula di Montecitorio ha proseguito l'esame del provvedimento, tra il tentativo dei vannacciani di ritagliarsi uno spazio politico con un proprio emendamento sulle preferenze e la conferma che il tema continua a dividere la coalizione.Continua dunque alla Camera l'esame della proposta di riforma della legge elettorale, il cosiddetto Stabilicum, il sistema proporzionale con premio di maggioranza tra il 55 e il 57% dei seggi per la coalizione che superi il 42% dei voti e con l'obbligo di indicare il candidato premier sulla scheda. Dopo il ritiro della gran parte degli emendamenti da parte di Pd, M5S, Avs, Italia Viva e +Europa, sono rimaste in votazione una sessantina di proposte di modifica, alcune delle quali sottoposte ancora al voto segreto.Tra le novità approvate c'è anche il voto ai fuori sede. L'Aula ha dato il via libera all'unanimità all'emendamento di maggioranza che istituisce gli elenchi degli elettori temporaneamente domiciliati in un'altra Regione per motivi di studio o lavoro, consentendo loro di votare nel comune di domicilio per le elezioni politiche, europee e i referendum. La richiesta potrà essere presentata dagli elettori che prevedano una permanenza di almeno nove mesi.Tra gli emendamenti respinti c'è invece quello presentato dai deputati vicini a Roberto Vannacci, che puntava a reintrodurre le preferenze senza capolista bloccato. La proposta è stata bocciata con 233 voti contrari e 139 favorevoli. A sostenerla sono stati gli otto deputati vannacciani, Fratelli d'Italia e Noi Moderati, mentre Lega e Forza Italia hanno votato contro insieme a tutte le opposizioni.A spingere pubblicamente per l'approvazione dell'emendamento è stato lo stesso Vannacci, che sui social ha rivolto un appello diretto alla presidente del Consiglio. "Meloni tiri fuori gli attributi e faccia votare l'emendamento di Futuro Nazionale che propone le preferenze senza capolista bloccato. La partita non è persa, bisogna solo avere la volontà di vincerla".Sempre nel corso della giornata è stata bocciata, anche questa volta con voto segreto, la proposta presentata da Elena Bonetti (Azione) sulla parità di genere nelle candidature. L'emendamento, sostenuto da tutte le opposizioni, prevedeva che nessuno dei due generi potesse essere rappresentato oltre il 50% delle candidature nelle liste circoscrizionali nazionali, superando l'attuale quota del 60-40. La proposta è stata respinta con 223 voti contrari e 142 favorevoli, confermando il parere negativo espresso da governo e maggioranza.Il Collegio dei questori della Camera valuta inoltre l'invio di una lettera di censura ai deputati vannacciani che hanno filmato e diffuso sui social le immagini del voto in Aula. Il richiamo riguarda la violazione delle regole che vietano le riprese durante le votazioni.La maggioranza continua intanto a ribadire la volontà di portare rapidamente in porto la riforma. Il voto finale della Camera è previsto per oggi alle 13, salvo ulteriori rallentamenti dovuti all'ostruzionismo.