| 14 Luglio 2026 22:41 |

3 minuti per la lettura

Roma, 14 lug. (askanews) – La maggioranza e il governo sono stati sconfitti in aula alla Camera sulle preferenze: non è passato a scrutinio segreto per un solo voto (188 no contro 187 sì) l’emendamento a prima firma del capogruppo Fdi Galeazzo Bignami, sottoscritto anche da Noi Moderati e Udc. Nonostante l’annuncio del voto favorevole di Fi e Lega, nonostante l’appello via facebook della premier Giorgia Meloni. Le opposizioni parlano di governo sfiduciato e chiedono alla presidente del Consiglio di salire al Quirinale, il centrodestra forza e procede come da calendario con la seduta notturna con il refrain: il testo resta quello approvato dalla commissione, funziona benissimo.

Sono tra trenta e quaranta i franchi tiratori della maggioranza che affossano la proposta che trasforma le liste bloccate di sei candidati bloccati in liste con il primo candidato bloccato e la possibilità di esprimere fino a tre preferenze scelte tra sei candidati. “Preferenze fake”, secondo l’opposizione visto che i partiti medio piccoli avrebbero eletto solo i capilista, quindi i candidati decisi dalle segreterie dei partiti. Gli occhi sono puntati sul partito di Antonio Tajani e su quello di Matteo Salvini che fino all’ultimo non hanno voluto siglare l’intesa facendo sì che l’emendamento fosse unitario. Troppe divisioni all’interno delle due forze politiche.