Addio agli spaghetti alle vongole, al sautè di cozze e alle alici marinate? Più che una domanda l'interrogativo suona come una vera e propria minaccia in punta di palato per quanti non vogliono affatto rinunciare alla cucina sulla cresta dell'onda. Eppure in questa caldissima estate l'allarme è reale e arriva da Coldiretti Pesca e Confcooperative Agroalimentare e Pesca che attribuiscono la colpa di quella che viene definita "strage" senza mezzi termini al mare sempre più bollente. Un surriscaldamento che oltre a decimare cozze e vongole minaccia anche il pesce azzurro e fa sparire il mangime necessario per gli impianti di acquacoltura, Un'ennesima emergenza per le imprese ittiche provocata dagli effetti del surriscaldamento delle acque e dal cambiamento climatico che, secondo la Confcooperativa ex Fedagripesca, valgono circa 200 milioni di euro di perdite l'anno. Fra i settori più colpiti proprio quello della molluschicoltura.
Gli esempi preoccupanti non mancano. Nella lagune del Delta del Po la temperatura dell'acqua ha superato i 30 gradi causando una moria di cozze, vongole e altri organismi marini. In Veneto, nella Sacca di Scardovari in provincia di Rovigo, un'area che dal 2015 è Riserva di Biosfera MaB Unesco, dalla fine di giugno è stata sospesa la vendita delle cozze Dop che mostravano segnali di sofferenza. E aumenta la preoccupazione anche per le ostriche della Sacca che sono più resistenti di cozze e vongole ma non totalmente immuni al surriscaldamento.









