Ferrara, 10 luglio 2026 – Il mare della Sacca, a Goro, sembra uno specchio. Riflette il sole, acceca. I pescatori – gli occhi come fessure – con le draghe tirano a bordo alghe e ancora alghe. Una montagna verde che, in quella pentola che ribolle per le alte temperature, soffoca le vongole. Massimo Genari, direttore generale del Copego, consorzio che conta oltre 600 pescatori, è preoccupato. “La situazione è critica, molto. Tanto caldo e troppo presto. Poi quella marea di alghe”.
Che come una coperta toglie ossigeno, uccide. A rischio le vongole, le cozze. La moria ha colpito, ormai avviene ogni anno, anche i cannolicchi, una distesa di gusci sulle spiagge, a Porto Garibaldi. Cuoce anche l’acqua delle valli. “Stavo passando lungo la strada che da Anita va a Comacchio. E ho visto quei branzini morti”, la testimonianza di Vitaliano Fogli, pescatore, che ha dovuto vendere la barca e le reti davanti ai morsi del granchio blu.
“E’ stata una bufera, centinaia di famiglie in ginocchio”, racconta. Ha scattato alcune foto, con il telefonino ha cominciato a riprendere. Sono trascorsi ormai giorni da quell’avvistamento, ma lo scenario, dopo una breve pausa e la pioggia, non è cambiato nelle valli di Comacchio.







