HomeFerraraCronaca"Caldo, anossia, strage di pesci . Valli, è l’anno della grande crisi"Moria di branzini, scendono in campo gli ambientalisti: "Il Comune crei un organismo di controllo autonomo"L’ALLARME A segnalare la grande moria di pesci è stato Vitaliano Fogli, uomo delle valliRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa strage di pesce molto probabilmente provocata dal caldo e dall’anossia solleva una serie di interrogativi sul futuro delle valli. Forte la preoccupazione nella comunità di Comacchio per un patromonio che fa parte dell’identità di un popolo.
"Il 2026 potrebbe passare alla storia delle Valli di Comacchio come un anno di eventi estremi", interviene Giovanni Gelli, presidente della Consulta Popolare San Camillo e coordinatore provinciale di CittadinanzAttiva-Emilia Romagna. Nell’angolo nord-occidentale delle Valli, dove il vento di scirocco tende ad accumulare le masse d’acqua, una distesa di branzini morti in avanzato stato di decomposizione. "Il livello dell’acqua – riprende Gelli – è sceso a 24 centimetri sotto il medio mare, aumentando la vulnerabilità dell’intero ecosistema. Le cause della crisi dovranno essere accertate con il massimo rigore scientifico. È noto che l’aumento della temperatura riduce la quantità di ossigeno nell’acqua e che la decomposizione dei pesci morti contribuisce ad aggravare il consumo di ossigeno. A questi fattori potrebbe aggiungersi il ruolo delle microalghe, che caratterizzano da tempo le Valli di Comacchio. La moria sembra interessare soprattutto le grandi Valli di Comacchio, mentre non risultano fenomeni analoghi, almeno con la stessa intensità, nelle valli private limitrofe né in ambienti quali Valle Fattibello, il canale Navigabile e neppure Valle Nuova, forse caratterizzati da un più efficace ricambio idrico.












