VALDARNOIn vista dei 40 gradi la bassa Pesa sta ormai (di nuovo) evaporando. La poca acqua in Arno ha cominciato a mostrare inquietanti schiume insieme a segni evidenti di eutrofizzazione, vale a dire la palese mancanza di ossigeno per eccesso di alghe gelatinose che determina anche seri danni per la fauna. Ma se quest’ultimo fenomeno non è nuovo in estate, sono state quelle schiume all’altezza delle pescaie ad attirare in questi ultimi giorni l’attenzione. Eccessive, anche se le volessimo spiegare con l’accumulo di materiale organico sospeso nella (scarsa) acqua. Ieri sul bacino della Pesa è piovuto e - va detto - questi temporali hanno aiutato a preservare un po’ il fiume fino alle porte di Montelupo. L’Arno invece è ‘dipinto’ male come ha sottolineato l’assessore all’ambiente, Lorenzo Nesi (nella foto): "Mi hanno segnalato, e sono stato anche a vedere, la formazione di schiuma alle pescaie su tutto il tratto di Montelupo. Non un bel segnale. E il fiume non ha affatto un bel colore in questi giorni di caldo. Difficile trovare le cause. Viene sempre da pensare al pessimo apporto che arriva dall’Ombrone Pistoiese o dal basso Bisenzio, ma non sono certo gli unici corsi d’acqua che portano tensioattivi e altri inquinanti nel maggiore fiume di Toscana". Quelle di Nesi sono parole importanti. Difficile capire quale sia oggi la situazione dei due fiumi. Di certo c’è che nei giorni scorsi il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno è stato interpellato per iscritto dal consigliere dell’Unione dei Comuni della Val di Bisenzio Marco Ciani per la situazione di un tratto del Bisenzio dove si sarebbero accumulati detriti alluvionali. In generale, è chiaro che l’Empolese risente di ciò che accade in quei due bacini.