Le piante acquatiche crescono già rigogliose. È l’effetto del caldo anomalo di questo fine maggio, che ha spinto Torino a toccare i 37 gradi. E così i lunghi filamenti verdi che scorrono sotto il pelo dell’acqua hanno iniziato, da qualche giorno, ad affiorare anche sulla superficie del Po, formando chiazze sempre più evidenti davanti alla Gran Madre, ai Murazzi, sotto i ponti di corso Vittorio Emanuele II e corso Dante. Dall’alto sembrano piccoli isolotti. Ma per chi il Po lo vive ogni giorno il fenomeno è tutt’altro che suggestivo. «Navigare sta diventando complicato» racconta Romano Uberti, presidente del circolo canottieri Caprera. Le piante si aggrovigliano ai remi e alle imbarcazioni. Canoe e barche sono così costrette a concentrarsi nelle poche strisce d’acqua libera. «Ci sono già stati due incidenti — aggiunge —: nessun ferito, ma danni ai remi e alle barche». Al problema della navigazione si aggiunge quello del decoro. Tra i tappeti verdi restano intrappolati bottigliette, lattine, cartacce e mozziconi che la corrente non riesce più a trascinare via. Davanti ai Murazzi il fiume appare così più sporco di quanto non sia realmente. E con il caldo iniziano ad arrivare anche gli odori sgradevoli. Il monitoraggio «La prossima settimana faremo un sopralluogo per decidere come intervenire» promette l’assessore ai Fiumi, Francesco Tresso. Al monitoraggio parteciperanno tecnici della Città Metropolitana, di Arpa, di Enea e dell’Ente Parco del Po. Il controllo era in programma a metà giugno, ma quest’anno il caldo ha accelerato tutto. Le temperature elevate non hanno soltanto favorito la crescita della vegetazione acquatica: hanno anche abbassato il livello del fiume. Secondo i monitoraggi di Arpa, ieri il Po era sceso a 57 centimetri contro i 68 registrati il 24 maggio, quando il caldo non era ancora esploso del tutto. Acqua più bassa significa corrente più lenta e quindi condizioni ancora più favorevoli alla proliferazione delle piante. L’appello dei circoli remieri Un problema che arriva anche nel momento peggiore per i circoli remieri, nel pieno degli allenamenti in vista delle gare estive. «Succede ogni anno: bisogna prevenire il problema» osserva Gian Luigi Favero, presidente dell’Armida. Anche perché domenica 14 giugno il Po ospiterà una regata organizzata dal circolo Eridano, con canoe e canottieri impegnati per tutta la giornata. «Per quella data il fiume dovrà essere pulito» l’appello del presidente Silvano Catufa. Negli ultimi anni il Po ha dovuto fare i conti soprattutto con l’Elodea nuttallii, specie acquatica invasiva originaria del Nord America. Cresce nelle acque calme, calde e poco profonde, proprio come quelle di queste settimane. Non può essere semplicemente strappata dal fondale: i frammenti rischiano di moltiplicarsi e favorire una ricrescita ancora più rapida. Il sopralluogo servirà proprio a capire quali piante invadono il fiume e come intervenire. «Poi programmeremo le operazioni di rimozione nel giro di pochi giorni» assicura Tresso. Il rischio per la navigazione turistica Ma il problema non riguarda soltanto le chiazze verdi sul pelo dell’acqua. Basta spostarsi sul lato opposto dei Murazzi, quello più frequentato dagli studenti, per trovarsi davanti a una piccola giungla urbana. L’abbassamento del livello del fiume ha fatto emergere isolotti coperti da erba alta, arbusti e cespugli. La vegetazione sta risalendo lungo le banchine e le scalette che conducono all’acqua. Anche su questo fronte il Comune annuncia rapidi interventi di sfalcio e pulizia. Sullo sfondo resta però una questione più ampia. Il Po dovrà convivere con estati sempre più torride e, allo stesso tempo, con i nuovi progetti di navigazione turistica. Palazzo Civico sta lavorando all’arrivo dei battelli e al rifacimento degli approdi lungo il fiume. Proprio per questo si ragiona già su monitoraggi anticipati e interventi preventivi: l’obiettivo è evitare che la prossima primavera il Po rischi di trasformarsi in una distesa verde sempre più difficile da navigare.