Il riscaldamento del mare, accelerato dai mutamenti climatici, "rappresenta uno dei fattori più preoccupanti per la salute del Mediterraneo e per la sopravvivenza della sua fauna marina.
Tra le specie a rischio anche molti capisaldi della tradizione enogastronomica italiana, come le cozze, le vongole e i ricci che, se esposti a temperature superiori ai 30 gradi per alcuni giorni, fanno registrare morie di massa".
La Fondazione Marevivo richiama l'attenzione sull'emergenza che negli ultimi anni sta causando "stragi di fauna marina, con rilevanti ripercussioni economiche, ambientali e sociali".
Un altro dato da non sottovalutare riguarda "l'invasione delle specie aliene - ne sono state riscontrate più di mille - che, soprattutto dopo l'apertura e l'ampliamento del Canale di Suez che unisce il Mar Rosso al Mediterraneo, minacciano la biodiversità autoctona alterando ecosistemi e paesaggi sottomarini - ricorda Marevivo - Si pensi all'invasione del Granchio Blu, una specie prima inesistente nel Mare nostrum".
"I dati scientifici - sottolinea Fondazione Marevivo - sono chiari: il mantenimento della biodiversità è lo strumento più efficace nella lotta ai cambiamenti climatici, poiché rende gli habitat più resistenti nel contrasto agli effetti deleteri della crisi climatica.








