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Nella notte tra mercoledì e giovedì gli Stati Uniti hanno compiuto una nuova serie di attacchi contro l’Iran, colpendo anche una petroliera nello stretto di Hormuz. L’obiettivo degli attacchi, che sono ricominciati ormai una settimana fa, è sempre lo stesso: colpire le strutture militari usate dall’Iran per attaccare le navi che transitano nello stretto, impedire il passaggio delle navi che commerciano con il paese e, infine, cercare di impedire al regime iraniano di controllare l’area.

L’Iran a sua volta sta continuando a rispondere con attacchi contro le basi usate dagli Stati Uniti nella regione.

Mercoledì il comando delle forze armate statunitensi in Medio Oriente (CENTCOM) ha detto di aver «disabilitato» una petroliera diretta verso l’Iran, per la prima volta dall’entrata in vigore del nuovo blocco navale imposto il giorno precedente. Secondo quanto riferito dal CENTCOM, la nave è registrata a Curaçao, era vuota e stava andando verso l’isola di Kharg, il più importante terminal petrolifero iraniano: dopo diversi avvertimenti, gli Stati Uniti hanno lanciato un missile contro la ciminiera della nave, fermandola. Al tempo stesso gli Stati Uniti hanno detto di aver reindirizzato altre due navi che stavano violando il blocco navale, senza attaccarle.