HomeMilanoCronacaSciopero e corteo dei rider: "Lo stop a pranzo ci penalizza. Serve sostegno economico"Nidil-Cgil: "Corretto inquadramento contrattuale". In corso Buenos Aires “rubato“ il cibo ai colleghi al lavoroNidil-Cgil: "Corretto inquadramento contrattuale". In corso Buenos Aires “rubato“ il cibo ai colleghi al lavoroRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguicidi Marianna Vazzana
"Adesso che c’è l’ordinanza, inizio a lavorare alle 16 e vado avanti anche fino alle 4 di notte per guadagnare qualcosa in più. Ma è dura". Abdur Razzak, originario del Bangladesh, è un rider di 25 anni. Ieri, con decine di colleghi di Glovo e Deliveroo, ha partecipato al corteo di protesta in bicicletta promosso da Nidil-Cgil per chiedere alle piattaforme di food delivery di riconoscere una copertura economica per le ore di fermo forzato.
Una mobilitazione conseguente all’entrata in vigore dell’ordinanza anti-caldo del Comune di Milano che ha imposto lo stop automatico o comunque un rallentamento delle consegne per i corrieri in bicicletta fino al 23 settembre tra le 12.30 e le 16. Ieri, sciopero e corteo dalle 18. "Il blocco delle attività a tutela della salute non può significare penalizzazioni per i lavoratori – sottolinea Andrea Bacchin, funzionario Nidil-Cgil Milano –. I lavoratori non possono continuare a essere inquadrati come autonomi ma devono avere un contratto di lavoro subordinato, in modo che possano avere accesso ad ammortizzatori sociali e tutele. Con il lavoro fermo a pranzo, lo stipendio si dimezza: devono avere un sostegno economico". Sadam, ventinovenne afghano, mostra lo schermo del cellulare: "Questi sono i miei guadagni degli ultimi 15 giorni: 180 euro. Possiamo andare avanti così?". Ha strappato applausi, prima della partenza dalla stazione Centrale. Il corteo ha raggiunto largo Cairoli passando per corso Buenos Aires, via Melchiorre Gioia, corso Como e via Lanza.















