L’inchiesta.16 luglio 2026 alle 00:32Le intercettazioni non dimostrano che le pressioni servissero ad alterare l’esito dei match
Nei limiti del materiale probatorio, tra intercettazioni, pedinamenti e testimonianze, sono state ricostruite interferenze e pressioni solo su alcuni dei casi delle designazioni arbitrali al centro dell'inchiesta. Interferenze e pressioni che, però, sulla base in particolare dei dialoghi captati tra Gianluca Rocchi e altri interlocutori, non dimostrano, perché non ci sono le prove, che fossero oggettivamente finalizzate ad alterare l'esito delle partite.
L’esito
Non è emerso, dunque, alcun sistema strutturato per incidere sulla regolarità dei match e nemmeno alcun contatto diretto e intercettato tra l'allora designatore ed esponenti dell'Inter. È il ragionamento fatto dai magistrati che è alla base della richiesta di archiviazione della Procura di Milano per Rocchi indagato per concorso in frode sportiva. Non in tutte le quattro partite finite nel mirino, secondo i pm, ci sarebbero state pressioni per le designazioni, ma anche quando ci sarebbero state - è questo il ragionamento degli inquirenti - non avrebbero avuto le caratteristiche necessarie per configurare il reato di frode sportiva, sulla base della giurisprudenza, tra cui la Cassazione su "calciopoli", della almeno "astratta idoneità" a condizionare la gara.













