Con intercettazioni, pedinamenti, incontri allo stadio di San Siro e testimonianze, è stata ricostruita la "sussistenza storica" di "singoli episodi di interferenza", ma non ci sono prove di "un sistema strutturato" per pilotare le designazioni degli arbitri. E quelle pressioni, accertate solo in alcuni casi, non sarebbero state oggettivamente finalizzate ad "alterare" l'esito delle partite a favore dell'Inter. Per queste ragioni, in sintesi, la Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, ha deciso di chiedere l'archiviazione del filone principale dell'inchiesta sul sistema arbitrale, venuta a galla tre mesi fa con un altro terremoto nel mondo del calcio. Va scagionato l'ormai ex designatore Gianluca Rocchi, come hanno messo nero su bianco l'aggiunto Paolo Ielo e il pm Maurizio Ascione, unico titolare per oltre un anno e mezzo dell'indagine della Gdf e che solo in extremis, mettendo la firma, ha condiviso le valutazioni, prima di andare a Roma alla Procura Europea. Nel frattempo, sempre in zona Cesarini, ossia materialmente ieri, è stata iscritta anche l'Inter come società e poi archiviata dagli stessi pm. In questo caso spetterà alla Procura generale effettuare un controllo e semmai riaprire gli accertamenti, mentre sulla posizione di Rocchi dovrà decidere la gip Giulia Marozzi.