Il designatore era accusato di concorso in frode sportiva in merito a quattro partite, tra cui Torino-Inter della stagione da poco conclusa. I pm, dopo due anni di indagini, hanno concluso che non ci fu alcuna azione illecita e hanno chiesto l’archiviazione per Rocchi. Stessa richiesta per la società Inter, da poco iscritta tra gli indagati per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti

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Sta per chiudersi il capitolo dell’indagine sugli arbitri che vedeva indagato il designatore Gianluca Rocchi per concorso in frode sportiva. La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione del caso: l’ipotesi, poi esclusa, era che Rocchi procedesse alle assegnazione degli arbitri alle partite in base al gradimento dell’Inter, "in concorso con esponenti della società sportiva" che, però, non sono mai stati individuati. Le partite sotto indagine sono state quattro: Bologna-Inter del 20 aprile 2025, Inter-Milan semifinale di Coppa Italia di tre giorni dopo, Inter-Verona del 3 maggio successivo e l'ultima in ordine di tempo del 26 aprile scorso, ossia Torino-Inter. Dopo due anni di indagine, i pm hanno concluso che non ci fu alcuna azione illecita da parte del designatore. In ogni caso, gli atti sono stati trasmessi alla giustizia sportiva e alla Procura Generale del Coni per valutare eventuali illeciti.