Nel comunicato firmato dal procuratore Marcello Viola si parla di "interferenze" nelle designazioni, ma non di "sistema strutturato", cioè manca la prova che si sia inciso sulla regolarità delle gare finite sotto i riflettori. L'ex designatore Rocchi verso archiviazione
C'è una grande novità nell'inchiesta arbitri oggi, mercoledì 15 luglio. L'Inter risulta indagata nell'inchiesta milanese per la legge 231 sulla responsabilità degli enti, ma la Procura di Milano ha proceduto all'archiviazione come diretta conseguenza dell'esclusione del reato presupposto. E' quanto emerge nell'indagine sulle presunte pressioni che il disegnatore arbitrale Gianluca Rocchi avrebbe subito - secondo l'ipotesi accusatoria che non ha trovato elementi sufficienti a sostegno - dalla società nerazzurra. La procura ha ricostruito la sussistenza storica dei fatti, ma ritiene che si tratti di interferenze e non di frode sportiva, l'accusa che aveva portato all'iscrizione di Rocchi (per cui ora si richiede l'archiviazione). La decisione della Procura non passa da un giudice, solo la procura generale di Milano potrebbe sollevare delle richieste.
La richiesta di archiviazione della Procura di Milano sul presunto sistema di condizionamento delle designazioni arbitrali - che ha portato a indagare Gianluca Rocchi - ricostruisce, "nei limiti del materiale probatorio acquisito, la sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati, attraverso l'esame analitico dei risultati delle intercettazioni telefoniche e della loro tempistica, in taluni casi comparato con gli esiti dei servizi di pedinamento". E' uno dei passaggi del comunicato con cui viene annunciata la richiesta di archiviazione per Rocchi e lo stralcio - nella parte sulle presunte bussate alla sala Var di Lissone - al procuratore di Monza Claudio Gittardi.












