TREVISO - Nel corso dell’udienza di questo pomeriggio per il delitto di Francesco Favaretto, avvenuto in via Castelmenardo, i due principali imputati, Ozuna e Mclinkspual, difesi rispettivamente dagli avvocati Mauro Serpico e Fabio Crea, hanno reso spontanee dichiarazioni chiedendo scusa alla corte sia per i fatti legati all’omicidio sia per il video girato e diffuso nei mesi scorsi dall’interno del carcere insieme a Chakaloko, episodio che aveva sollevato polemiche e tensioni istituzionali.

Gli imputati

Ozuna ha affidato le proprie parole a una lettera letta in aula: «Presento questa lettera per scusarmi di persona per i fatti emersi. Non mi sarei mai dovuto trovare in quella situazione». L’imputato ha sottolineato un percorso di consapevolezza maturato durante la detenzione, prendendo le distanze anche dagli insulti rivolti alle istituzioni da chi ha diffuso il filmato. «Non faccio parte di nessuna gang», ha precisato, aggiungendo di trovarsi attualmente in regime di isolamento e di aver riflettuto sulle scelte che lo hanno portato a «infrangere le regole».

Anche Ade Mclinkspual ha espresso rammarico: «Mi dispiace per quanto accaduto e per ciò che è emerso negli ultimi mesi, che ha causato scompiglio e disagi». Ha sostenuto di non aver preso parte attiva alle immagini riprese nella cella, spiegando di essere stato presente «per supportare e festeggiare», senza intenzione di «sfida o affronto». Rivolgendosi alla famiglia della vittima, ha aggiunto: «Mi scuso per il gesto che ha portato tanto dolore». L’imputato ha riconosciuto che le scuse «possono sembrare una farsa», ma ha ribadito la volontà di far comprendere il proprio pentimento.