TREVISO - «Mio figlio è molto dispiaciuto. Prega tutti i giorni per quello che è successo e non smette di piangere quando ripensa a questa tragedia. Quello che penso io, e che pensa anche lui, è che è giusto pagare per quello che è successo. Ma pensiamo anche che ognuno debba pagare per quello che ha fatto e non per quello che non ha fatto».
Parole pronunciate al termine dell’udienza preliminare dalla madre di Angelo Riccardo Ozuna, presente ieri mattina in aula, che alla domanda se suo figlio possa essere stato trascinato in questa situazione dal “branco”, ha risposto secca: «Sicuramente, mio figlio è stato rovinato dal gruppo». Come a sottolineare il fatto che se fosse stato da solo, o con al massimo un paio di amici, Francesco Favaretto sarebbe ancora vivo.
Francesco Favaretto ucciso in via Castelmenardo, tre 20enni a processo in Corte d'Assise: sono accusati di omicidio volontario e rapina aggravata
Gli avvocati Fabio Crea e Mauro Serpico, difensori rispettivamente di Mc Linkspual Toluwaloju Ade e di Villorba Angelo Riccardo Ozuna, hanno presentato la richiesta di annullamento dell’aggravante teleologica contestata, ovvero quella di aver commesso l’omicidio per eseguire il reato di rapina. Istanza che, come detto, è stata rigettata. «Questo reato, con l’aggravante contestata, prevede come pena massima l’ergastolo - ha sottolineato l’avvocato Crea - Noi giudichiamo l’aggravante teleologica insussistente, e nel corso del procedimento penale avremo il compito di dimostrarlo così come la Procura avrà, di contro, il dovere di provarne la fondatezza. Ci sono poi altri aspetti nella ricostruzione di quanto accaduto che permettono riduzioni di pena anche importanti legate a una serie di attenuanti».






