"Non perdono mio figlio, se ha fatto quello che ha fatto deve pagare, per me merita l'inferno".
Parole dure quelle della madre di Emanuele Ragnedda, l'imprenditore del vino di Arzachena che ammesso di un aver ucciso a colpi di pistola Cinzia Pinna, giovane donna di 33 anni di Castelsardo.
Nicolina Giacheddu parla con i giornalisti davanti alla tenuta Conca Entosa, mentre il pool di esperti nominati dalla Procura di Tempio ha completato nel tardo pomeriggio i nuovi accertamenti chiesti dagli inquirenti per chiarire tutti gli aspetti di una vicenda che presenta ancora dei lati oscuri nonostante la piena confessione dell'uomo.
"Cosa mi sento di dire? Non so, una sola cosa: Cinzia perdonami di non averti salvato.
Non la conoscevo, ma posso sempre chiedere perdono - risponde la donna ai cronisti - A mio figlio invece non intendo dire assolutamente niente, solo Dio può parlare con lui.







