TREVISO - «Neanche queste quattro mura ci fermano. Lo sa tutta la sezione. Lo sanno quelle sbarre. Lo sa l'assistente, il direttore e il comandante. Lo sa anche l'avvocato. Non me ne frega niente. Santa Bronx». Ade Mclinkspual Toluwaloju e Angelo Riccardo Ozuna, entrambi accusati per la rapina e l'omicidio di Francesco Favaretto in via Castelmenardo a Treviso, festeggiano così, con una storia pubblicata su Instagram girata con un cellulare clandestino, il ritorno alla libertà di un compagno di cella dopo due anni di detenzione nel carcere trevigiano. Nei due reel pubblicati sul profilo del compagno di cella ("Chakaloko", che ora sembra trovarsi in India o in Pakistan) compaiono chiaramente anche i due indagati per l'omicidio del 22enne Favaretto. Il profilo non è il loro, ma a filmare sono anche loro, per una dedica al loro "fre". Nelle immagini, anche nei vari scatti, i due giovani inneggiano, in un clima di sfida rivolta al mondo, alla vita di strada e da gangster. Sullo sfondo si intravede la scritta "Free loko gang". E rivendicano la parola "liberi, liberi tutti", nonostante due di loro siano accusati di omicidio. Il video, girato con un cellulare clandestino, risale al 20 marzo scorso, ma la sua esistenza è emersa soltanto ora. Il tempismo è pessimo: dopo mesi di strategia difensiva incentrata anche sul presunto pentimento dei due (e dopo la richiesta di un percorso di giustizia riparativa per Ade), dopo le dichiarazioni in aula in lacrime della madre di Ozuna e del padre di Ade, questo episodio potrebbe ora compromettere ulteriormente la posizione processuale dei due imputati, oltre a configurare automaticamente il reato di utilizzo di un telefono in carcere. E la domanda è anche come sia arrivato quel dispositivo nella loro cella.
Omicidio Favaretto, si filmano in carcere mentre festeggiano: «Liberi tutti, neanche le sbarre ci fermano»
TREVISO - «Neanche queste quattro mura ci fermano. Lo sa tutta la sezione. Lo sanno quelle sbarre. Lo sa l'assistente, il direttore e il comandante. Lo sa anche l'avvocato. Non me ne...










