di Stefano BrogioniFIRENZE"Francesco Pratesi mi affiancò mentre stavamo scappando e mi disse ’l’ho ammazzato, l’ho ammazzato’". Parole di Denis Mehmeti, uno dei cinque giovani accusati dell’omicidio di Maati Moubakir, 17enne di Certaldo assassinato il 29 dicembre del 2024 a Campi Bisenzio. Mehmeti, come già aveva fatto con una lettera spedita mesi addietro, dopo aver ammesso di aver colpito Maati con due pugni sotto i portici di via Tintori (il momento è interamente ripreso dalla telecamera di un centro di telefonia) ha chiesto ancora scusa alla famiglia della vittima, presente anche ieri. Ha ammesso di essere stato armato “solo“ di uno svitabulloni, ma il movimento “corto“ con cui colpisce Maati, tenuto a terra da un altro imputato, Ismail Arouizi, lascia qualche ombra sulla sua ricostruzione: aveva un coltello?

Nella prima udienza del mese di giugno, è stato sentito pure un altro imputato, Denis Alexander Ekani Effa. Anche se, da calendario, sarebbe stato il turno proprio di Pratesi. Ma, tra lo stupore generale, a causa di una dimenticanza stigmatizzata duramente dalla presidente della corte d’assise Dolores Limongi, personale del carcere di Terni - dove è recluso l’imputato - ha comunicato di essersi dimenticato di tradurre il detenuto verso l’aula bunker di Santa Verdiana. Salvo ulteriori imprevisti, toccherà a lui e ad Arouizi, nella prossima udienza del 22 giugno (ore 13), chiudere il giro degli interrogatori degli imputati, prima che inizino la deposizione dei numerosi testimoni citati dai difensori dei cinque imputati.