TREVISO - “Voi eravate consapevoli di cosa stavate facendo”. È il messaggio apparso sul muro accanto al ponte di via Castelmenardo, indirizzato ai presunti responsabili dell’omicidio del 22enne Francesco Favaretto. Le lettere, scritte da ignoti con una bomboletta spray nera, si trovano proprio di fronte al memoriale cittadino dedicato al giovane, sempre ricca di fiori colorati e di messaggi d’affetto da parte di amici e parenti. Ora sul muro compaiono anche i soprannomi degli imputati.
I maggiorenni citati sono Paul (Mc Linkspual Toluwaloju Ade, 20 anni di Treviso), Ozona (Angelo Riccardo Ozuna, 19 anni di Villorba), Abi (Traoré, 20 anni di Ponte di Piave) e Marius (Popa), anche se quest’ultimo – da quanto si evince dalle telecamere – non avrebbe partecipato attivamente alla rapina. I cittadini, ma soprattutto gli studenti coetanei degli autori della vicenda, hanno notato la scritta a partire da lunedì, mentre vi passavano davanti per raggiungere il centro.
Chi ha imbrattato il muro del palazzo vicino al ponte voleva che il messaggio fosse ben visibile a tutti: il testo raggiunge i due metri di altezza e la parola “consapevoli” è sottolineata. A lasciarlo è stato qualcuno che conosceva bene la gang dei presunti killer, al punto da chiamare ognuno con il proprio soprannome. Oppure, al contrario, qualcuno che ha partecipato di persona alle ultime udienze del processo, ascoltando le varie versioni emerse nelle deposizioni. Il messaggio “voi eravate consapevoli” sembra voler colpire alcune delle testimonianze finora in aula, dove gli imputati hanno parlato di coscienze alterate dall’alcol e di una situazione degenerata fino alla violenza. Il messaggio riporta al centro della vicenda il concetto della volontà di ferire gravemente, oltre a quella di voler rapinare il 22enne dello stupefacente.







