TREVISO - Continua a far discutere il video girato in cella al carcere di Santa Bona da alcuni detenuti con un cellulare introdotto clandestinamente nel quale compaiono, fra gli altri, anche il 20enne di Ponte di Piave Ade Toluwaloju Mc Linkspual, e il 19enne di Villorba Angelo Riccardo Ozuna, entrambi in custodia cautelare in carcere e sotto processo per l'omicidio del 22enne trevigiano Francesco Favaretto, vittima di un agguato in via Castelmenardo il 12 dicembre 2024. Due i fronti caldi: da un lato c'è lo scontro tra il detenuto che ha girato il video (ora in libertà) e il sindaco Mario Conte, insultato pesantemente sui social dall'autore del filmato. Dall'altro, ci sono le dichiarazioni del capogruppo trevigiano di FdI Guido Bertolazzi sugli avvocati difensori di Ade e Ozuna (rispettivamente i legali Fabio Crea e Mauro Serpico), che hanno mandato su tutte le furie la Camera penale trevigiana e l'Ordine degli avvocati di Treviso. Ma andiamo con ordine.

INSULTI AL SINDACO Nel video girato dietro le sbarre si vedono i reclusi ballare e festeggiare l'imminente scarcerazione di un loro compagno. A pubblicare il filmato (sul quale sono in corso accertamenti del penitenziario e della Procura) è stato l'ormai ex detenuto "Chakaloko" sulla sua pagina social. Dopo che il primo cittadino aveva espresso una dura condanna verso quelle immagini, "Chakaloko" ha replicato altrettanto pesantemente con un video sui social: «L'omicidio è una cosa. Il video e le foto sono un'altra. Sono responsabilità mia, gli altri ragazzi hanno semplicemente partecipato. Abbiamo svolto un'attività educativa di gruppo. Siamo tutti rispettosi della morte di Francesco Favaretto. Ma questo non significa che chi sta scontando una condanna non ha il diritto di divertirsi e sorridere». E poi se la prende direttamente con Conte: «Tu sindaco non hai la minima idea di cosa significhi passare un singolo giorno in carcere quindi chiudi quella c... di bocca, sindaco dei miei c...». "Chakaloko" conclude invitando chi lo segue a "taggare" il sindaco «così continuo a insultarlo sto pagliaccio». Offese pesanti, sulle quali è arrivata la pronta replica del primo cittadino: «Nella vita si può sbagliare, certo. Ma bisogna anche ricordarsi che in carcere si entra perché si è commesso qualcosa di grave. E che, proprio per questo, dentro un carcere ci si deve comportare nel rispetto delle regole e delle istituzioni. Chi continua a parlare di gang dopo tutto quello che è successo, chi non prende le distanze da comportamenti illeciti, da telefoni introdotti illegalmente nelle celle, da video e contenuti pubblicati dal carcere, forse non ha ancora capito abbastanza». Solidarietà al sindaco è stata espressa, tra gli altri, dall'assessore leghista Christian Schiavon e da Nicola Torresan, capogruppo della Lega in consiglio comunale, che dice: «È un fatto gravissimo che venga minacciato, tanto più da un carcerato, che non dovrebbe avere contatti con l'esterno. Il video dimostra disprezzo per le istituzioni e zero pentimento». GLI AVVOCATI CONTRO BERTOLAZZI L'altro fronte rovente della polemica è lo scontro scoppiato dopo le dichiarazioni rilasciate dal capogruppo di FdI Bertolazzi ai microfoni di Antenna Tre. A proposito del famigerato filmato girato dietro le sbarre, il politico fa riferimento anche agli avvocati che difendono Ade e Ozuna affermando: «e lì andiamo a vedere chi sono gli avvocati di questi ragazzini». Parole alle quali ha reagito immediatamente la Camera penale trevigiana con una dura condanna: «L'inaccettabile e volgare accostamento del difensore al proprio assistito comporta un gravissimo pregiudizio sia per gli avvocati Fabio Crea e Mauro Serpico sia per l'intera categoria forense - scrive il consiglio direttivo -. Confondere l'alta funzione difensiva con una malcelata connivenza (ove non addirittura con un concorso nel reato) significa abdicare ai fondamenti del processo penale e della stessa civiltà giuridica. La difesa, in un assetto democratico e liberale, è un dovere per l'avvocato e un diritto per il cittadino accusato». Una ferma presa di posizione alla quale è seguita anche quella dell'Ordine degli avvocati di Treviso, che definisce «inaccettabile» la polemica contro i legali e ricorda che «il diritto ad essere difesi è riconosciuto dalla nostra Costituzione a chiunque, per quanto odioso sia il reato del quale si sia accusati» e che «sono solo gli avvocati che possono garantire il rispetto del diritto costituzionale alla difesa e al rispetto delle garanzie processuali». Poi Bertolazzi è tornato sulle sue parole: «L'opinione da me espressa in televisione, relativa al deplorevole video girato in carcere , non riguarda in alcun modo il ruolo dell'Avvocato, che costituisce presidio di garanzia per i diritti dell'individuo, per il quale nutro il massimo rispetto. Il riferimento era al solo avv. Crea che, da un lato si erige a paladino del "diritto alla sicurezza e della lotta alle baby-gang", addebitando contestualmente all'amministrazione comunale una non meglio precisata responsabilità, dall'altro difende coloro i quali pregiudicano la sicurezza pubblica». A intervenire contro le dichiarazioni di Bertolazzi è stata anche la consigliera del Pd Antonella Tocchetto, di professione avvocato: «Da consigliere dovrebbe sapere che il diritto alla difesa è costituzionale e garantito a tutti». La consigliera esprime anche solidarietà al sindaco Conte per gli attacchi e aggiunge: «La cosa inquietante, oltre all'atteggiamento dei ragazzi nel video, è che sia girato un cellulare in carcere. Il ministero dovrebbe far fare più ispezioni».