<p>Il mercato continua a misurarsi con le nuove impennate del <strong>Brent</strong> innescate dall’<a href="https://www.milanofinanza.it/news/petrolio-trump-riaccende-il-rischio-hormuz-e-il-greggio-torna-a-correre-oltre-il-3-202607140957121479">ipotesi dei pedaggi nello stretto di Hormuz</a>, ma c’è un rischio nascosto che inizia ad affacciarsi negli scenari degli analisti: <strong>il surplus di petrolio</strong>.
Se nel breve termine l’attenzione è concentrata sulla tenuta dell’offerta, nel medio il problema potrebbe addirittura capovolgersi, come emerge da report di <strong>Intesa Sanpaolo</strong> <em>Commodities: Geopolitics prevails over economics</em>, curato dall’economista Daniela Corsini.<span contenteditable="false"> </span> </p> <h2><strong>Petrolio Brent: lo scenario verso il surplus del 2027</strong></h2> <p>L’analisi ripercorre il calo del Brent seguito al <strong>primo accordo di pace</strong>, che alla fine di giugno 2026 aveva portato il greggio in territorio ipervenduto.
La banca richiama le stime dell’<strong>U.S.
Energy Information Administration</strong>, secondo cui il mercato mondiale registrerebbe ancora un deficit di <strong>900mila barili</strong> al giorno nel 2026, destinato però a trasformarsi in un surplus di <strong>5 milioni di barili</strong> al giorno nel 2027, un eccesso definito «monstruous», mostruoso.









