<p>Il mercato continua a misurarsi con le nuove impennate del Brent innescate dall'ipotesi dei pedaggi nello stretto di Hormuz, ma c'è un rischio nascosto che inizia ad affacciarsi negli scenari degli analisti: il surplus di petrolio.
Se nel breve termine l'attenzione è concentrata sulla tenuta dell'offerta, nel medio il problema potrebbe addirittura capovolgersi, come emerge da report di Intesa Sanpaolo Commodities: Geopolitics prevails over economics, curato dall'economista Daniela Corsini.</p><p>L'analisi ripercorre il calo del Brent seguito al primo accordo di pace, che alla fine di giugno aveva portato il greggio in territorio ipervenduto.
La banca richiama le stime dell'U.S.
Energy Information Administration, secondo cui il mercato mondiale registrerebbe ancora un deficit di 900mila barili al giorno nel 2026, destinato però a trasformarsi in un surplus di 5 milioni di barili al giorno nel 2027, un eccesso definito «monstruous», mostruoso.
L'eccesso di offerta oscillerebbe tra 4,5 e 5 milioni di barili al giorno nella prima parte dell'anno, fino a raggiungere 5,9 milioni nel quarto trimestre 2027.









