Prima l'emendamento presentato dal partito di Giorgia Meloni (con i capilista bloccati), poi oggi il sì degli azzurri e del Carroccio. Il campo largo si prepara a fare muro. E la premier incalza le opposizioniPrima l'emendamento presentato dal partito di Giorgia Meloni (con i capilista bloccati), poi oggi il sì degli azzurri e del Carroccio. Il campo largo si prepara a fare muro. E la premier incalza le opposizioniAlla fine Lega e Forza Italia ci ripensano e dicono sì alle preferenze. Annacquate, però: l'emendamento di Fratelli d'Italia — presentato insieme a Noi Moderati e Udc — prevede i capilista bloccati. Dopo settimane di discussioni, bracci di ferro e incontri poco produttivi tra sherpa, la mossa che sblocca l'impasse sulla legge elettorale matura tra lunedì 13 luglio e la mattinata di oggi.Prima il deposito del testo del partito di Giorgia Meloni: oltre ai capilista bloccati, la previsione di tre preferenze da esprimere su una lista di sette nomi, con un tetto di cinque pluricandidature. Poi il via libera del Carroccio, affidato a una nota: "Avendo riscontrato che si prevede un sistema misto che garantisce la governabilità e la possibilità di dare voce ai territori per la scelta dei propri rappresentanti, il partito darà indicazione al proprio gruppo alla Camera di esprimere un voto favorevole all'emendamento in oggetto". Infine l'ok di Forza Italia, annunciato da Enrico Costa: "Sosteniamo questo emendamento, lo troviamo una soluzione equilibrata".A suggellare l'intesa, il post della premier: "Oggi pomeriggio si voterà l'emendamento, proposto da Fratelli d'Italia e condiviso dai partiti della maggioranza, per introdurre le preferenze nella legge elettorale, come in molti, anche tra le opposizioni, hanno chiesto. A questo punto credo sia doverosa un'operazione verità, per capire se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani. C'è un solo modo per scoprirlo: che l'emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto". E la sfida finale: "Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani".Il nodo del voto segretoProprio lì si gioca la partita vera. Le opposizioni hanno chiesto formalmente al presidente della Camera Lorenzo Fontana che la proposta di legge sia votata integralmente a scrutinio segreto e, da quanto emerge, i primi emendamenti dovrebbero essere esaminati tutti in questo modo. Il Pd è pronto a invocarlo su ogni modifica per cui il regolamento lo consente, preferenze comprese, proprio per far emergere i contrasti interni al centrodestra. Il rischio franchi tiratori, del resto, è concreto: le resistenze tra i parlamentari leghisti e azzurri non sono svanite con le note ufficiali, e nemmeno dentro Fratelli d'Italia è scontato che tutti i deputati si allineino al riparo dell'urna. Tajani ostenta sicurezza sulla tenuta dei suoi, ma la stoccata di Giuseppe Conte fotografa il sospetto sul sì tardivo del Carroccio: "Lo ha fatto dopo che ha saputo che il voto è segreto?".Il campo largo fa muroSul fronte opposto, il centrosinistra compatta le fila sulla linea dell'inemendabilità. "Questa pessima legge elettorale è irricevibile, nel metodo e nel merito. Se la sono costruiti su misura per paura di perdere le elezioni", ha detto Elly Schlein all'assemblea congiunta dei gruppi Pd, definendo la riforma "un chiaro tentativo di realizzare il premierato" dopo la sconfitta al referendum costituzionale. La linea dem: non votare nulla con questa destra, sostenere solo i soppressivi e le proposte comuni degli alleati, comprese quelle che superano le liste bloccate con collegi uninominali o preferenze. Sul compromesso di FdI il no è netto anche nel merito: per Schlein è una "farsa" che fa saltare l'alternanza di genere, con capilista che potrebbero essere tutti uomini.Il Movimento 5 stelle è andato oltre, depositando una propria proposta sulle preferenze "davanti alle forzature del centrodestra che prova a truffare gli italiani con i capolista bloccati" — mossa non gradita da tutti gli alleati, vista la scelta di non emendare il testo. Sulla mediazione della maggioranza il capogruppo pentastellato in commissione Affari costituzionali Alfonso Colucci chiude ogni spiraglio: "Assolutamente no, sono preferenze finte". Mentre Nicola Fratoianni (Avs) parla di "forzatura inaccettabile" sulle regole, che le opposizioni unite tenteranno di respingere in ogni modo.L'incognita VannacciC'è poi il convitato di pietra di tutta la vicenda: Roberto Vannacci, che da settimane martella la premier chiedendo che a scegliere i parlamentari siano i cittadini e non le segreterie, e che la mediazione di FdI prova a disinnescare. Il leader di Futuro Nazionale annuncia il sì dei suoi, ma senza sconti: "Anche sulle preferenze prevale la politica dell'inciucio, si mantengono i capolista bloccati e si lascia il potere nelle segreterie di partito. Voteremo anche questo emendamento perché è meno peggio, e manterremo il nostro che è per le preferenze pure". I tempiIl calendario, intanto, è serrato. Da oggi pomeriggio iniziano i tre giorni decisivi per lo "Stabilicum". Poi il testo dovrà comunque passare al Senato. Ma è nelle prossime 48 ore, tra scrutini a urna chiusa e nervi tesi, che si capirà se il sì annacquato alle preferenze basterà a tenere insieme la maggioranza.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp