Tra la scelta del cast e i dialoghi bollati come troppo moderni, la trasposizione cinematografica del capolavoro greco divide l'opinione pubblica. I conservatori statunitensi si scagliano contro "l'Odissea dell'inclusività", ma la première londinese fa già gridare al capolavoro. Nolan: "Dicono che ho ceduto al woke? Commenti irrilevanti"
Elena di troia. Elènas distruttrice di navi, èlandros distruttrice di uomini, elèpolis distruttrice di città. Nell’immaginario comune, la donna più bella del mondo antico ha una folta chioma bionda e la pelle chiarissima. Una convinzione che oggi si scontra duramente con le scelte di Hollywood. Al centro delle critiche c’è Cristopher Nolan e il suo attesissimo adattamento cinematografico dell’Odissea, in uscita nelle sale il prossimo 16 luglio. A suscitare gran scalpore è la scelta del cast: Nolan ha affidato il ruolo cruciale di Elena a Lupita Nyong’o, attrice keniana-messicana vincitrice di un Oscar per il film 12 anni schiavo.















