Manca poco alla prima proiezione mondiale dell'atteso blockbuster estivo "Odissea" diretto dal premio Oscar Christopher Nolan (è prevista per il 16 luglio). Negli Stati Uniti però, sui social sono già scoppiate violente polemiche contro il film.
L'ATTACCO
Il bersaglio è l'attrice di colore di origine keniota Lupita Nyong'o nel ruolo di Elena di Troia, ma anche contro l'attore transgender Elliot Page nel ruolo, pare, di Achille o di Elpenore (nulla si sa di certo). L'imprenditore americano Elon Musk, che ha definito il film un "sacrilegio", su X rincara la dose: "Nessuno sulla Terra pensa che Lupita Nyong'o sia la donna più bella de mondo. Ma Nolan sa che lo chiamerebbero razzista se desse il ruolo della donna più bella del mondo a una donna bianca. Nolan ha talento, tecnicamente, ma è un codardo". Per il regista di "Interstellar" e "Dunkirk" la metamorfosi del personaggio di Elena è al passo coi tempi e, a ben vedere, in qualsiasi caso, è pur sempre un adattamento filmico di un poema epico in versi composto in greco più di duemila ottocento anni fa: difficile sostenere quale debba essere la trasposizione fedele. Il cinema di questioni filologiche se n'è sempre bellamente disinteressato e ha usato il testo omerico perché c'è bella materia da raccontare: il ciclope Polifemo, gli incantesimi della maga Circe, i canti ammalianti delle sirene, Penelope e i Proci, tutti elementi ideali per racconti fantastici.











