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Il compromesso voluto dalla premier prevede un capolista bloccato e fino a tre preferenze in una lista di sei o sette nomi già stampati sulla scheda. Accontentati i vicepremier, che vedono intatta la possibilità di paracadutare i fedelissimi in caselle blindate. Sì dalla Lega e da FI

Aggiornato alle 14:21

La Lega dice sì all’emendamento sulle preferenze presentato da Fratelli d’Italia. Un semaforo verde arrivato sul gong, nel giorno in cui la legge elettorale va in aula alla Camera. Anche Forza Italia si accoda. A convincere i due partiti, per mesi recalcitranti sull’introduzione di questo strumento, è il compromesso proposto dai meloniani: un sistema semi-bloccato con un candidato capolista indicato dalle segreterie di partito e la scelta a crocette tra altri sei candidati in lista.