Roma, 14 luglio 2026 – Dopo la terza notte di raid Usa sull'Iran, la tregua sembra ormai solo un ricordo. E la risposta dei Guardiani della Rivoluzione islamica non si è fatta attendere: due petroliere colpite mentre si trovavano nello stretto di Hormuz, attacchi missilistici e con droni contro il Bahrain e basi Usa in Giordania prese di mira con missili balistici.
I pasdaran hanno rivendicato l'attacco contro le petroliere emiratine, Al Bahiya e Mombasa, come riferisce l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, sostenendo che le due navi sarebbero state indotte dagli Stati Uniti a transitare lungo la rotta meridionale nelle acque dell'Oman, con i sistemi di navigazione disattivati. Dopo aver ignorato ripetuti avvertimenti, le petroliere sono state colpite. Un membro dell'equipaggio è morto mentre altri otto sono rimasti feriti.
Parlando con i giornalisti nello Studio Ovale, Trump ha confermato che la guerra con l'Iran è di nuovo in corso, riferendosi allo Stretto di Hormuz, ha aggiunto: “Credo che alla fine finiremo per controllarlo interamente”. Trump ha poi paragonato la guerra, in termini favorevoli, a quella del Vietnam e ha sostenuto che “i Paesi che stiamo proteggendo” finiranno per “rimborsare” gli Stati Uniti. E ha sottolineato che l'offensiva militare contro l'Iran ha ridotto drasticamente le capacità militari di Teheran, riportando il Paese “in larga misura all'età della pietra”.












